La proposta del promotore
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Bozza della proposta del promotore · testo in aggiornamento
Cosa proponiamo
Di due sfide facciamone una sola : mettiamo i partiti a norma dell’articolo 49 della Costituzione Italiana con una proposta di legge d’iniziativa popolare apposita (art. 71). La norma sancisce il preciso fine dei partiti: “ ... concorrere a determinare … la politica nazionale”. Ciò significa che ogni partito ha il dovere di presentare un progetto programmatico di legislatura (per 5 anni) alle elezioni parlamentari, nel contesto della sua visione dello sviluppo generale del Paese. In esso si devono “determinare” gli obiettivi politici da perseguire, i percorsi legislativi e amministrativi da seguire, le fonti delle necessarie risorse economiche, i tempi di realizzazione e i risultati attesi. Data la loro usuale assenza, proponiamo che i cittadini consapevoli e specie i “non-più-votanti”, intervengano con una propria proposta di legge popolare, che li obblighi a presentarli e nei modi dovuti.
Il sapere avanzato e il primato della politica
Noi qualifichiamo il vero primato della politica, quando induciamo i partiti a ricorrere alle indispensabili consulenze del multidisciplinare sapere avanzato per affrontare le enormi difficoltà del Paese, al momento di "determinare" i loro progetti programmatici di legislatura. Oggi, le sedi delle alte competenze umano-tecnico-scientifiche integrate sono altre da quelle dei partiti. Le loro espressioni massime sono quelle agenzie di rating che operano sul mercato internazionale a favore d'imperi privati, aventi bilanci economici multipli di quello nostro nazionale. Nell'intricata fattispecie della nostra politica, purtroppo, occorre usare la precauzione eccezionale che ogni progetto sia stato bollinato della validazione tecnica di un’agenzia di rating internazionale! Scardinare la “cronicità” in linea con i principi costituzionali (art. 49 e 71), significa volere iniziare con il piede giusto il lungo cammino verso la risoluzione totale della crisi.
Il suo scardinamento, peraltro, rende concreta la volontà di scelta di tutti gli elettori su programmi ben precisi; intercetta il grosso fenomeno di protesta dei "non-voto-più"; garantisce una maggiore stabilità ai governi e rende più chiari e valutabili gli obiettivi conseguiti.
Capisaldi oggettivi da cui partiamo
+11 milioni di cittadini, ognuno dei quali scientemente decide di non votare più, hanno in comune il denominatore di denunziare la “cronicità” della crisi: a rappresentare la coscienza critica identitaria di un virtuale partito!
La specifica proposta di legge d’iniziativa popolare è la terapia in linea con la diagnosi eziologica della “cronicità” della crisi e la giusta risposta alla sottesa volontà dei “non-più-votanti”, i quali sottoscrivendola recuperano la propria autostima politica.
50.000 firme legali per portare la proposta di legge in Parlamento sono da attingere elettivamente all’enorme bacino dei “non-più-votanti” e da formalizzare comodamente presso il proprio comune di residenza, grazie a Internet!
Oggi, con la ricca connettività audiovisiva digitale, è possibile per tutti aggregarsi per porre efficacemente mano al futuro e garantire giustizia intergenerazionale e sostenibilità sociale. L’esercizio di questa iniziativa traccia un non generico discrimine politico ed etico.
Norme di modifica della legge elettorale per superare la cronicità della crisi sistemica del Paese
Il nucleo della proposta consiste nell’elevare lo standard qualitativo e identitario dei programmi di legislatura dei partiti, sia per potere partecipare alla competizione elettorale sia per portare al rialzo la loro intermediazione parlamentare. Questo tipo di passaggio è obbligatorio in un Paese che vuole portarsi fuori dalla paralizzante “cronicità” della crisi di sistema. Elevare lo standard qualitativo significa anche ridefinire l'atto stesso di presentarsi agli elettori, assumendo un’esplicita responsabilità etico-giuridica. Tale responsabilità comunque non elide il passaggio del democratico confronto parlamentare e della valutazione della libera coscienza dei parlamentari rappresentanti della Nazione (Collettività!), come recita l’articolo 67 della Costituzione Italiana. Può sembrare una rivoluzione (nel bicchiere!), laddove si vuole semplicemente dare piena attuazione all’Articolo 49, che prescrive ai partiti progetti politici seri, trasparenti e misurabili, e all’Articolo 67, che garantisce che la rappresentanza degli interessi della Nazione non sia subordinata a logiche di fazione o a personalismi, ma ancorata a un etico patto programmatico con i cittadini.
1. Obbligo di elaborare un Progetto Programmatico di Legislatura (PPL)
Ogni partito che intende partecipare alle elezioni nazionali, avvalendosi a proprie spese di consulenze del sapere avanzato, deve elaborare un PPL chiaro e articolato con i seguenti contenuti minimi da sottoporre al voto popolare:
• gli obiettivi politici, i risultati attesi per la legislatura e loro effetti a medio-lungo termine; • le misure normative e amministrative proposte; • la stima degli impatti finanziari e macroeconomici; • la fonte delle coperture finanziarie e loro pianificazione;
2. Obbligo di validazione tecnica esterna e indipendente
Questo PPL deve essere prevalidato tecnicamente da un'agenzia di rating internazionale indipendente.
L'agenzia viene scelta da una commissione paritaria della Presidenza della Camera dei Deputati, che ne assume l’onere economico e il titolo di competenza politica.
La valutazione ne analizza la sostenibilità economico-finanziaria, la coerenza con gli obiettivi preposti, la fattibilità giuridico-economico-amministrativa e gli effetti attesi nell’immediato e nel medio-lungo periodo.
3. Protocollo pubblico di valutazione
L’agenzia di rating scelta pubblicherà, a tempo debito e a firma congiunta con la Presidenza, il protocollo di valutazione (contenente criteri, metodi e parametri di riferimento) e alla sua conclusione gliene trasmetterà l’esito motivato, che dovrà essere anche pubblico.
4. Esiti della valutazione e conseguenze reali
La Presidenza della Camera fa proprio l’esito tecnico della valutazione e assume le seguenti decisioni: Validazione POSITIVA: il partito viene ufficialmente ammesso alle procedure per la competizione elettorale e ottiene l'accesso ai rimborsi per il costo delle alte consulenze tecniche. Validazione NEGATIVA: il partito non può depositare il simbolo e la lista dei candidati e viene escluso dalla competizione elettorale per mancanza di sostenibilità del progetto.
Ulteriori dettagli e aggiornamenti operativi saranno forniti in corso d'opera (work in progress).
Aderire a Sapere Aude ad incrementum significa condividere questa proposta ed entrare nella rete. Firmare la proposta di legge è un atto legale separato, che si compirà solo quando la Fase B sarà aperta. Chi aderisce oggi si impegna a sottoscrivere domani, ma le due cose non coincidono.
